Dove le pietre cantano – Note e commenti

“Dove le pietre cantano” rappresenta una tappa nell’evoluzione del lavoro che i Mahalia stanno sviluppando oramai da 3 anni.
Dopo aver scritto decine di canzoni spostando progressivamente l’asse del loro stile dal suono in qualche modo definito come New Wave alle suggestioni del rock imparentato con la World music i Mahalia arrivano ora ad un tipo di realizzazione artistica  che congloba le influenze di molteplici tipi di musica e che nello stesso tempo ha una sua impronta ben definita e precisa.
Il musicare e l’intepretare otto poesie di autori come Machado, Ungaretti, Montale e Blake è stato per questo gruppo di artisti semplicemente il filo conduttore e l’occasione per presentare una parte del loro nuovo stile di fare musica.
Ecco allora che poeti così diversi e parzialmente distanti tra loro hanno rappresentato la scintilla per accendere quelle suggestioni che sono diventate musica; i testi, in questo caso, sono stati il punto di partenza per creare le atmosfere dei loro “racconti musicali”.
I Mahalia, che sempre hanno rifiutato le etichette preconfezionate e che a chi gli chiedeva che tipo di musica facessero hanno sempre risposto con la bocca storta, ci regalano con questa opera qualcosa che cerca di travalicare tutte le etichette e le catalogazioni e che sono convinto spinge l’ascoltatore verso orizzonti nuovi e interessanti.
Buon ascolto.”

Carlo Saviano da “Musica e…” (1994)

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